La Svizzera ha sempre avuto un’importanza strategica per il Gruppo Bracco. Sin dai primi anni del dopoguerra, quando – nel mezzo di un durissimo periodo di ricostruzione – rappresentò una vera e propria ancora di salvezza per far ripartire lo sviluppo dell’azienda. Lo racconta Fulvio Bracco nel suo libro di memorie parlando dei primi contatti con la Cilag di Sciaffusa: “Ad aprirmi una via d’uscita per la ripresa produttiva fu la decisione del ministro per il Commercio con l’Estero italiano che ammise gli scambi di merci, le cosiddette compensazioni private: io potevo esportare vino o altri prodotti alimentari in cambio di materie prime chimico-farmaceutiche e di prodotti farmaceutici per lo stesso importo. Su questa strada mi sono buttato con decisione e coraggio”.
Perché Fulvio Bracco scelse la Svizzera? Per due motivi principali: perché aveva una legge brevettuale sui farmaci che negli anni Cinquanta in Italia non esisteva ancora e per la qualità dei suoi ricercatori. “Là c’è la gente giusta”, scriveva il giovane imprenditore, “molto preparata in farmaceutica e in chimica: era indiscutibilmente un vantaggio avere già in partenza queste persone per fare ricerca”.
E così nel 1946, con intuizione visionaria, decise di investire a Sciaffusa e fondò la Cilag Italiana SpA, con la partecipazione al 50% della società svizzera. La Cilag era una delle aziende fornitrici di materie prime chimico-farmaceutiche, un’impresa giovane, con collaboratori di primissimo ordine e una produzione moderna focalizzata sulla farmaceutica. “La nostra azienda ha potuto ricominciare la produzione di un buon gruppo di specialità, riassumere personale e riorganizzare tutti i reparti. Nel 1946 ho portato in azienda anche mio fratello Tullio a cui affidai la Direzione scientifica”.
Della Cilag era ad esempio il Diazil, un sulfamidico che venne messo in commercio nel 1948 e andò subito benissimo: la richiesta era molto alta perché in quell’anno si verificò una stagione di forte influenza. Fu il Diazil, con il suo successo in Italia e i grandi risultati economici ottenuti che diedero la forza a Fulvio Bracco nel realizzare lo stabilimento produttivo di Milano Lambrate nei primi anni ’50.
Svizzero fu anche l’uomo di scienza che contribuì grandemente alle fortune dell’azienda, il Professor Ernst Felder: assunto il 1° ottobre 1950, fu lui a creare la ricerca in Bracco e a fare scoperte rivoluzionarie nell’ambito della farmaceutica e dei mezzi di contrasto. Il Prof. Felder, laureato in chimica a Zurigo, fece parte di quel gruppo di ricercatori e collaboratori esperti provenienti dalla Cilag di Sciaffusa che presto iniziarono a lavorare nell’Industria Chimica Dr. Fulvio Bracco, costituita grazie all’acquisizione della totale proprietà della Cilag Italiana.
Nel 1987 Bracco si consolida in Svizzera e acquisisce la Società Sintetica S.A. di Mendrisio, rivolta alla produzione e ricerca di mezzi di contrasto per radiologia. Due anni dopo iniziò la straordinaria collaborazione con il Centro Ricerche Battelle di Ginevra, un esempio precoce di open innovation che permise di esplorare modalità all’avanguardia nel campo dell’imaging diagnostico.
Nel 1993 viene potenziata l’attività di ricerca attraverso la costituzione a Ginevra di Bracco Research SA, specializzata nei mezzi di contrasto per ecografia e sistemi di rilascio controllato di principi attivi. Nel 1998 viene costruito il sito produttivo di Bracco Imaging a Plan-les-Ouates, con il trasferimento del Centro Ricerche.
Siamo negli anni 2000 quando Diana Bracco, che ha preso il posto del padre Fulvio al vertice del Gruppo, presenta la nuova sede di Bracco Research presso Plan-les-Ouates, in un’area destinata all’alta tecnologia, con accanto un impianto per produrre un innovativo mezzo di contrasto frutto di dieci anni di ricerche avviate in collaborazione con l’Istituto Battelle. Si tratta di un fluido davvero rivoluzionario composto da microbolle di esafluoruro di zolfo, capace di simulare il comportamento di un globulo rosso. La presenza nel sangue di queste microscopiche bolle permette una visibilità degli organi sconosciuta fino a quel momento, finalizzata ad una diagnosi più precisa e tempestiva. Inoltre, sempre nel 2000 viene costituita Bracco Suisse SA a Manno presso Lugano per le attività commerciali in Svizzera (a suo tempo rilevate con l’acquisizione di Sintetica).
Infine, nel novembre del 2024, a distanza di oltre vent’anni, si è scritta un’ulteriore, importante pagina di questa lunga storia: l’inaugurazione di Hexagon, il nuovo building multifunzionale di Bracco Suisse che rifornirà tutto il mondo dell’innovativo agente di contrasto a ultrasuoni basato su microbolle. Al taglio del nastro, alla presenza del Sindaco di Plan-les-Ouates, dell’Ambasciatrice della Svizzera in Italia e dell’Ambasciatore d’Italia in Svizzera, Diana Bracco ha affermato: “Grazie a questo nuovo impianto che inauguriamo oggi saremo in grado di soddisfare l’altissima richiesta internazionale dei nostri farmaci. Un investimento di circa 83 milioni di euro ci permetterà di triplicare la produzione e di esplorare altre modalità diagnostiche all’avanguardia. Questo sito impiega attualmente oltre 125 persone nella produzione e nella ricerca. Per noi che siamo un’azienda familiare, capace di competere sui mercati globali in un settore tecnologicamente avanzatissimo, questo è un vero traguardo di cui siamo molto orgogliosi”.
Poco dopo, Fulvio Renoldi Bracco ha ribadito la vocazione all’innovazione dell’azienda e l’importanza storica della giornata: “Oggi celebriamo un momento significativo per il settore delle life sciences e per i pazienti di tutto il mondo. Con l’apertura di Hexagon, inauguriamo una nuova era nella ricerca, sviluppo e produzione delle microbolle, arricchendo oltre 30 anni di leadership di Bracco negli Ultrasuoni con Contrasto (CEUS). Hexagon sarà il fulcro dei nostri piani di investimento e innovazione, con l’obiettivo di fornire ai pazienti strumenti sempre più avanzati, riducendo i tempi di diagnosi e migliorando l’efficacia dei sistemi sanitari. Questo segna un altro passo verso la nostra missione di migliorare la vita delle persone”.
E la storia continua…















